Il giardino di limoni

Film 2008 | Drammatico 106 min.

Regia di Eran Riklis. Un film Da vedere 2008 con Hiam Abbass, Ali Suliman, Doron Tavory, Rona Lipaz-Michael, Tarik Kopty. Cast completo Titolo originale: Lemon Tree. Genere Drammatico - Israele, Germania, Francia, 2008, durata 106 minuti. Uscita cinema venerdì 12 dicembre 2008 distribuito da Teodora Film. - MYmonetro 3,18 su 42 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una donna è disposta a sacrificare la vita per il giardino di limoni che per anni ha coltivato assieme al padre. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Il giardino di limoni ha incassato 1,2 milioni di euro .

Consigliato sì!
3,18/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,40
CONSIGLIATO SÌ
Il conflitto tra Israele e Palestina visto con gli occhi di una donna coraggiosa che non rinuncia alla sua terra.
Recensione di Nicoletta Dose
Recensione di Nicoletta Dose

I vicini di casa possono essere molto invadenti. Quando poi si tratta del Ministro della Difesa israeliano, non parliamone. Salma è palestinese, vive da sola in Cisgiordania nella casa di sempre, ha un figlio in America e un marito in Paradiso. La sua unica preoccupazione è la cura del giardino di limoni che ha ereditato dalla famiglia, delizia per il sostentamento ma croce per il nuovo vicino di casa, il ministro Navon, che vede negli alberi di Salma, un ottimo nascondiglio per progettare attacchi terroristici. Gli alberi vanno abbattuti ma Salma non vuole rinunciare ai suoi limoni e, con l'aiuto del giovane avvocato Ziad e il sostegno a distanza di Mira, la moglie del ministro, inizierà una battaglia legale senza fine.
Dopo aver affrontato il dramma del conflitto tra Israele e Siria nel precedente La sposa siriana, Riklis ritorna sullo stesso tema ma cambia il punto di vista. Se prima era il matrimonio, simbolo di unione pacifica per eccellenza, a portare con sé le conseguenze tragiche di una guerra in corso, ora sceglie una discordia tra vicini di casa. E quando si vive in Cisgiordana, a due passi dal confine israeliano, non è mai solo una bega condominiale. Qui lo sguardo delle due donne antagoniste, una israeliana e l'altra palestinese, sorregge il peso della Storia: Salma è una donna umile, legata radicalmente al fluire della natura, che la rincuora dandole il frutto della sua pazienza e del suo amore e Mira ha abitudini occidentali, è molto curata e, come spesso accade alle mogli dei politici, si occupa di organizzare lussuose feste di ricevimento. I limoni di Salma fanno parte della sua persona, vivono nel ricordo dei genitori e del marito defunto. Nella lettera del ministro, inviata per "suggerirle" di sradicare gli alberi, è racchiusa la diversità tra i due contendenti: l'avviso è scritto in ebraico e Salma non sa leggerlo. I caratteri grafici di una lingua che la donna non parla e non sa decifrare, sono metafora di una mentalità molto diversa dalla sua. Quelle lettere che lei non sa comprendere sono il codice da interpretare per confrontarsi con l'Altro, con il persecutore; per arrivare a un compromesso pur sapendo benissimo che, per onorare se stessa e le sue origini, non dovrà cedere ad alcun tipo di risarcimento. Se il giardino di limoni non esistesse più, scomparirebbe anche lei.
Oltre il recinto che separa Salma, territorialmente e umanamente, dalla villa di Navon, Mira, da un punto privilegiato d'osservazione, la guarda e ne scruta i movimenti. Entrambe soffrono, tutte e due si scoprono più simili di quello che l'apparenza sembrerebbe dettare. A farle sentire vicine è un sorriso, una complicità che non ha ancora nome, una mesta solidarietà che, se trovasse lo spazio per esprimersi, o avesse forza sufficiente, umilierebbe facilmente la stoltezza della politica. Una lezione umana che il film sottolinea in ogni passaggio narrativo, con lunghi primi piani sugli sguardi delle due donne, andando a creare un filo invisibile che unisce i destini di entrambe.
La costruzione del muro di Israele, il recinto del giardino di limoni, il coprifuoco che blocca la strada sono le immagini di una sceneggiatura ostinata che vuole togliere le barriere, fisiche e spirituali, di un conflitto senza fine. Il regista mostra i limiti da superare, presenta i personaggi nella loro temeraria avanzata verso una pace impossibile. Ma nella lunga messa in scena delle due parti in lotta, la narrazione si irrigidisce un po' in uno schematismo che fatica a trovare soluzioni: i personaggi si muovono ma rimangono fermi, non c'è mai un avvicinamento concreto e ogni passo fatto in avanti corrisponde a uno scalino verso un nuovo distacco. Anche l'affetto dell'avvocato difensore è un'altalena che gira a vuoto. La natura, nel frattempo, fa il suo corso, i limoni, senza il nutrimento dell'acqua, cominciano a cadere a terra per non risollevarsi più. Come Salma, vittima di un potere troppo forte che, togliendole le radici, la fa scomparire lentamente, senza darle aiuti per rialzarsi.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 15 gennaio 2009
francesca meneghetti

E' difficile guardare il film con distacco senza pensare alle terribili bombe "dime" e a quello che sta accadendo a Gaza in questi giorni (15 gennaio 2009). La realtà è molto più brutale di qualunque orrorifico film. Tuttavia, se un film mira ad un valore estetico, non può essere cronaca. Ed anche lo spettatore deve distaccarsi dal telegiornale, per esprimere un giudizio indipendente.

martedì 16 marzo 2010
august robert fogelbergrota

il giardino dei limoni è un film che é contraddistinto da una fotografia molto realista quasi spartana e da una sceneggiatura scritta da Eran Riklis molto bella attenta all'azione ma anche ai risvolti storici dei personaggi. Il gioco delle simmetrie si nota soprattutto nelle due protagoniste Salma Zidane molto bene interpretata da Hiam Abbass contadina palestinese e [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 maggio 2009
chiarialessandro

Esistono dei grandi personaggi che hanno riempito con la loro vita la storia del mondo: Mahatma Gandhi, Toro Seduto, Nelson Mandela ….. Io non li ho conosciuti ma, nella mia immaginazione, li vedo procedere con un incedere lento, calmo, tranquillo, sicuro, composto, orgoglioso e determinato; proprio come l’ordito, la trama, la tessitura di questa rara perla cinematografica; proprio come la figura [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 luglio 2011
dounia

La vicenda presentata fa vedere dei personaggi israeliani e palestinesi: il Ministro della Difesa di Israele e sua moglie Mira, Salma, contadina palestinese vedova da dieci anni, un vecchio contadino che le sta accanto da quando era bambina e Ziad, avvocato giovane di Salma. I servizi di sicurezza israeliani pensano che le piante di limoni nel giardino di Salma e che confinano con il territorio di [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 gennaio 2015
Filippo Catani

Linra di confine tra Israele e la Cisgiordania. Una donna ha ormai da tantissimi anni una rigogliosa piantagione di limoni che le serve da sostentamento per la famiglia. Un giorno il ministro della Difesa con la moglie prendono casa vicino a lei e viene dato ordine di abbattere la piantagione per evitare che dei terroristi possano nascondersi tra le piante.

domenica 24 gennaio 2010
Paola Di Giuseppe

Il silenzio è la cifra di questo film, quando tutto è stato detto e le parole non sono più che vuoti involucri di ipocrisia e ragion di Stato. Salma è la dolce e silenziosa vestale di una casa palestinese ormai vuota di affetti e voci, ai confini con un nemico che, non pago di alzare muraglioni e cellule fotoelettriche, di piazzare torrette con soldati armati fino ai denti a difesa della casa [...] Vai alla recensione »

sabato 15 maggio 2010
lindomani

Con pochissime parole Salma ci insegna l'importanza del rapporto con le cose a cui ci si lega per poter esprimere la propria personalità anche in assenza di rapporti umani. E' una forza, la sua, che senza bisogno di parole, supera i muri dell'eterna diatriba politica tra fazioni. Ottima visione corroborata dal fascino femminile di due donne non più giovanissime.  

domenica 21 febbraio 2010
don64

Film drammatico,interpretato da attori poco noti ma bravi.La trama e' un po' lenta come quasi tutto il film che gira intorno ad atti di solidarieta' umana e scontri tra classi sociali umanitarie.Nel complesso un film poco interessannte visto l'argomento trattato ma intenso nella dialettica e espressione degli interpreti principali.Voto 6+

domenica 29 marzo 2009
Tullio

A me è sembrato che fossero impressionanti anche le immagini degli israeliani prigionieri delle loro misure di occupanti.

mercoledì 1 febbraio 2012
Francesco2

Un'altra donna coraggiosa: gli uomini non capiscono che la sua è una questione di affetti e di principio, come non lo capirono vent'anni fa con Qiu Ju, che viaggiava per la Cina dopo il.........trattamento ricevuto dal marito. Né andò molto meglio alla (Molto)più giovane protagonista di un film sicuramente meno bello, "Non uno di meno".

martedì 13 dicembre 2011
nonnetti

un'opera concreta, solida, consecutiva, focalizzata su un'unica vicenda portante che è ovviamente specchio di un intero conflitto. non ci sono sofismi d'autore o criptiche metafore, Eran Riklis si serve di un realismo oliato e cadenzato col quale sviluppa una trama diretta e occidentalmente codificata.   

Frasi
Ci deve essere un'altra soluzione
Tremila anni e nessuno l'ha trovata, che vuoi da me?
È ora che qualcuno la trovi
Dialogo tra Il ministro della difesa Israel Navon (Doron Tavory) - Mira Navon (Rona Lipaz-Michael)
dal film Il giardino di limoni - a cura di valeria monti
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Silvestri
Il Manifesto

Gli incassi di tutte le sale italiane dove viene proiettato Il giardino dei limoni questo bellissimo (e non allineato) film israeliano, reduce dal Tff, ma soltanto l'incasso di oggi, cioé quello del primo giorno di programmazione, andrà in sottoscrizione al manifesto. Dunque diffondete la notizia a tutti, fatela circolare su internet e su Facebook. Il produttore e regista israeliano Eran Riklis, [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

Tutte le volte che vediamo un film ambientato in Palestina o Israele ci chiediamo come si sia riusciti a costruire nel tempo la mitologia di una terra promessa florida e ricca, quando siamo sempre di fronte a luoghi di un'aridità fisico-geografica oggettivamente spaventosa. L'israeliano Eran Riklis con Il giardino dei limoni , senza scomodare la favola dei giardini di Babilonia, una risposta a questo [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Un film non fa miracoli, specialmente nei Territori Occupati. Ma se arriva al cuore e alla comprensione di tutti forse non è inutile. Il regista Eran Riklis de La sposa siriana e l' attrice Hiam Abbass de L' ospite inatteso ci riescono con Il giardino di limoni. Che misura abissi e contiguità tra una questione apparentemente insolubile e la vita comune in cui sembra a portata di mano un punto di incontro. [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Salma e Ziad sono fatti per incontrarsi, infatti sono gli unici che usano le mani. Gli altri, i potenti, scrivono, parlano, telefonano, danno ordini, impugnano armi, rilasciano interviste. Salma invece fa una squisita conserva di limoni, lo vediamo sui titoli di testa, e la fa con le sue mani, taglia, affetta, condisce, imbottiglia. Da donna di una volta, legata carnalmente alla terra e ai suoi frutti. [...] Vai alla recensione »

Alberto Castellano
Il Mattino

Al di là della scontata identità di «israeliano democratico», Eran Riklis è un cineasta completo (si produce i film da sé) e un ottimo direttore di attori. Già convincente con «La sposa siriana», infatti, firma in accattivante scioltezza «Il giardino di limoni», fiaba gentile sul sogno di coesistenza pacifica tra israeliani e palestinesi impreziosita dalla prova di Hiam Abbas.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Poche piante di limoni possono avere un immenso valore. Sono il ricordo del padre, il legame con il passato, le radici nella propria terra. Ed è proprio un Giardino di limoni a essere al centro dell'omonimo film dell'israeliano Eran Riklis. Anzi, fin troppo "al centro": si trova tra due case, quella della proprietaria palestinese e quella in cui abita il ministro della Difesa ebraico.

Jean-Luc Douin
Le Monde

La cohabitation difficile entre Israéliens et Palestiniens trouve ici une illustration métaphorique dont Eran Riklis tire une réflexion politique et une leçon humaine. Ce cinéaste résidant à Tel Aviv avait déjà dépeint une situation courtelinesque dans La Fiancée syrienne : celle d'une jeune fille d'origine druze habitant un village du Golan occupé par les Israéliens et devant franchir une frontière [...] Vai alla recensione »

Stephen Holden
The New York Times

Salma Zidane (Hiam Abbass), the proud, handsome 45-year-old Palestinian woman at the center of “Lemon Tree,” an allegory of Israeli-Palestinian strife, has the misfortune of living in the wrong place at the wrong time. Widowed for 10 years, with a son in the United States, Salma earns a meager living from a lemon grove on the Green Line separating Israel from the occupied territories of the West Bank. [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Esiste l'aranceto, non il limoneto. Così, dall'inglese Lemon Tree, albero di limone, siamo passati al Giardino di limoni, che il titolista ha derivato dal cechoviano Giardino dei ciliegi. Il film parte bene, cioè amaro, dall'oppressione, ma finisce nella melassa dell'amicizia (!) fra donne, che sarebbe più forte dell'odio fra uomini. Siamo nei Territori Occupati da Israele: la villa di un ministro [...] Vai alla recensione »

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