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giovedì 21 febbraio 2019

Sylvester Stallone

The Italian Stallion

Nome: Michael Sylvester Enzio Stallone
72 anni, 6 Luglio 1946 (Cancro), New York City (New York - USA)
occhiello
L'importante non è come colpisci l'importante è come sai resistere ai colpi come incassi e una volta che finisci al tappeto hai la forza di rialzarti… così sei un vincente!
dal film Rocky Balboa (2006) Sylvester Stallone è Rocky Balboa
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Sylvester Stallone
Golden Globes 2016
Nomination miglior attore non protagonista per il film Creed - Nato per combattere di Ryan Coogler

Golden Globes 2016
Premio miglior attore non protagonista per il film Creed - Nato per combattere di Ryan Coogler

Premio Oscar 2016
Nomination miglior attore non protagonista per il film Creed - Nato per combattere di Ryan Coogler

Razzie Awards 2014
Nomination peggior attore per il film Il Grande Match di Peter Segal

Razzie Awards 2014
Nomination peggior attore per il film Jimmy Bobo - Bullet To the Head di Walter Hill

Razzie Awards 2014
Nomination peggior attore per il film Escape Plan - Fuga dall'inferno di Mikael Hafström

David di Donatello 1977
Premio miglior attore straniero per il film Rocky di John G. Avildsen

Golden Globes 1977
Nomination miglior attore per il film Rocky di John G. Avildsen

David di Donatello 1977
Nomination miglior attore straniero per il film Rocky di John G. Avildsen

Premio Oscar 1976
Nomination miglior attore per il film Rocky di John G. Avildsen



Torna un altro dei personaggi simbolo del cinema anni '70 e '80.

5x1: lo Stallone italiano

martedì 19 febbraio 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: lo Stallone italiano John Rambo e Rocky Balboa, piaccia o no, hanno scritto pagine importanti del cinema mondiale. Qualsiasi sia l'opinione – estetica, sociologica o politica – sui film in questione, non si può negare che abbiamo segnato un'epoca, lanciato una moda e fatto fare un mucchio di soldi ai produttori e allo staff tecnico. Fra chi certamente è riuscito a dare una svolta alla propria carriera e a segnare una storia personale all'insegna di Rambo e Rocky c'è indubbiamente Sylvester Stallone, il quale, al di là dell'esperienza nei panni di queste due icone del cinema, è riuscito a dare poco altro alla settima arte. I tentativi di riciclarsi come attore comico sono andati a vuoto; è rimasto il suo essere rappresentante di un genere in cui ha segnato uno standard al quale hanno dovuto adeguarsi tutti coloro che sono arrivati dopo di lui. Nessun film d'azione sarebbe oggi quello che è senza il contributo dato da Stallone. Nell'anno di grazia 2008 torna l'eroe per eccellenza, quel John Rambo simbolo di una ferita nel tessuto connettivo della società americana e che fatica a rimarginarsi anche alla luce dei fatti iracheni.

Rambo is back. Lo avevamo lasciato in Afghanistan e lo ritroviamo in Birmania vent'anni dopo, pronto a combattere un'altra guerra e a conquistarsi la strada di casa.

Fortissimamente Rambo

venerdì 8 febbraio 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Fortissimamente Rambo Prima che l'action rinnegasse il corpo per la tecnologia, mutando la carne in acciaio, il cinema di Hollywood aveva i muscoli di Sylvester Stallone. Lontano dal corpo blindato di Schwarzenegger, dalla perfezione plastica di Van Damme e dallo spirito disincarnato dell'eletto Neo, Sly è di nuovo John Rambo, ultimo eroe in carne ed ossa a sperimentare i confini del dolore. Un corpo vero che subisce la vita e suoi drammi, un corpo scartato dal sistema economico e sociale che non tollera i fallimenti e non ammette le sconfitte. Il reduce del Vietnam, in pensione in Tailandia, condurrà una guerra sanguinaria in Birmania contro un sadico regime militare. L'attore-guerriero risale il fiume e affronta il suo karma: combattere, farsi a pezzi e soffrire. Rambo torna a sfidare l'anemica violenza di Hollywood esplicitando sullo schermo il desiderio (spettacolare) di riscatto, scontando la pena di una colpa mai voluta e conquistando, dopo vent'anni, la strada di casa.

Creed II

* * * - -
(mymonetro: 3,15)
Un film di Steven Caple Jr.. Con Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, Tessa Thompson, Wood Harris, Russell Hornsby.
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Genere Drammatico, - USA 2018. Uscita 24/01/2019.

Escape Plan 2 - Ritorno all'inferno

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,61)
Un film di Steven C. Miller. Con Sylvester Stallone, Dave Bautista, Jaime King, Jesse Metcalfe, 50 Cent.
continua»

Genere Azione, - USA 2018. Uscita 22/08/2018.

Guardiani della Galassia Vol. 2

* * * - -
(mymonetro: 3,36)
Un film di James Gunn. Con Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper.
continua»

Genere Azione, - USA 2017. Uscita 25/04/2017.

Ratchet & Clank

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Jericca Cleland, Kevin Munroe. Con James Arnold Taylor, David Kaye, Jim Ward, Kevin Michael Richardson, Armin Shimerman.
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Genere Animazione, - USA 2016. Uscita 29/06/2016.

Rocky

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,78)
Un film di John G. Avildsen. Con Sylvester Stallone, Talia Shire, Burt Young, Carl Weathers, Burgess Meredith.
continua»

Genere Drammatico, - USA 1976. Uscita 14/06/2016.
Filmografia di Sylvester Stallone »

domenica 27 gennaio 2019 - Il film di Steven Caple jr. punta a rifondare il cinema di genere pugilistico proponendo un sano divertimento epidermico e appassionante. Al cinema.

Creed II: l'impero della nostalgia

Roy Menarini cinemanews

Creed II: l'impero della nostalgia Sebbene nei principali dizionari della critica, spesso cipigliosi, Rocky IV venga liquidato con un'alzata di spalle e qualche sarcasmo, dentro la cultura popolare il terzo sequel della saga ideata da Sylvester Stallone occupa un posto speciale. Al di là della propaganda da (tramontante) guerra fredda, Rocky IV non solo portava a morte un protagonista importante del franchise (Apollo Creed), con un'intuizione degna dei colpi di scena della serialità contemporanea, ma proponeva un confronto tanto elementare quanto potente: la lotta tra l'eroe popolare e il mostro, tra l'atleta operaio e l'uomo-macchina, insomma tra Balboa e Drago.
La cosa interessante del film era il modo in cui la cultura americana rivendicava (attraverso gli allenamenti nella neve e con il solo aiuto del sudore) una fatica "proletaria" nei confronti di un pugile, Ivan, allenato a tecnologia, scienza, medicine, insomma ben lontano dalla retorica del "compagno" tutto fatica e collettivismo. Anche in Creed II i luoghi mitici del film precedente (in fondo questo è anche Rocky VIII) ritornano, compresa la rigenerazione mentale attraverso l'allenamento estremo - e vagamente masochistico - nel deserto, lontani da telecamere e giornalisti. Ma quel che più conta è aver convocato l'invecchiato Ivan Drago, all'angolo contrapposto di Rocky, e aver proposto l'iconica rivincita tra i due figli dei campioni, una sfida che al padre di Adonis Creed, Apollo, era come noto costata la vita.
Insomma, ci troviamo di fronte a una situazione non inedita in questi anni: l'impero della nostalgia. La nostalgia è sempre stato un potente afrodisiaco cinefilo, che ogni generazione di cineasti ha messo in gioco fin dalla New Hollywood degli anni Sessanta e Settanta. Figuriamoci oggi, dove le mitologie cinematografiche faticano a imporsi come un tempo, assediati da nuovi riti culturali e fiaccati dalla serialità televisiva. Ecco perché sia i personaggi degli anni Ottanta sia nello specifico Rocky IV assumono in Creed II un ruolo psicologico così potente: non si tratta solamente di icone che si sono incardinate nell'immaginario dello spettatore affezionato, ma anche di figure cui si invidia la capacità di restare immortali dopo tanti anni.
Di quanti film contemporanei lo si potrà dire in futuro? Non è un problema di qualità del cinema del presente, solo di rapidità e vaporizzazione comunicativa, che non permette facili permanenze nella memoria spettatoriale. Bene hanno fatto dunque Stallone alla sceneggiatura (a proposito, a quando una completa riconsiderazione di Sly come scrittore?), Ryan Coogler in produzione e Steven Caple jr. in regia a escludere in partenza ogni desiderio di decostruire il mito o di eccedere in autorialità, o in sentimenti crepuscolari.
Creed II punta a rifondare il cinema di genere pugilistico, a capitalizzare questa strana saga a forma di spin off, ad affiancare i fan degli anni Ottanta con quelli di oggi (nelle sale dove si proietta il film, si notano moltissimi cinquantenni con figli adolescenti), e a sbancare il box office. Se qualcuno vuole mugugnare, liberissimo. Tuttavia, vale la pena avvertire che quando ci si lamenta perché il cinema popolare è stato completamente soppiantato dai supereroi con effetti speciali, e si rimpiange un tempo di generi sangue sudore e lacrime, non è poi il caso di fare gli schizzinosi se Creed II ogni tanto taglia con l'accetta le sfumature e propone un sano divertimento epidermico e appassionante. Con un pizzico di straziante crudeltà: il meccanismo di umiliazioni e rabbia della famiglia Drago, cui non viene risparmiato alcun accento tragico.
Insomma, anche se le vorticose riprese sul ring di Ryan Coogler e la sua sensibilità nella rappresentazione del milieu afroamericano mancano un po', Creed II è il film giusto al momento giusto.

   

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